L’Europa che sa ridere : “Poligamia” di Orosz Dénes (Ungheria, 2009)

Al giorno d’oggi, l’Europa è afflitta da molti problemi, in primis quello del confronto con l’idea della multiculturalità, ormai non più procrastinabile. Il nostro continente ha una storia millenaria di guerre e di migrazioni, che hanno già fatto incontrare molte culture tra loro differenti.
Grazie alla globalizzazione, però, ora le situazioni di convivenza sono sempre più diffuse, soprattutto nella vita quotidiana. In questi giorni l’Eunic (l’Associazione degli Istituti di Cultura dell’Unione Europea) presenta, in collaborazione con il Teatro di Roma e con la Casa del Cinema, L’Europa che ride. Il progetto consiste in una rassegna cinematografica di otto commedie, ognuna delle quali ha una produzione e un cast di nazionalità differenti che raccontano i problemi quotidiani del confronto tra culture, mostrando come vengono vissuti nei vari stati europei..
La rassegna ha avuto inizio il 10 gennaio 2014 con la proiezione di Poligamia, film del 2009 scritto e diretto da Orosz Dénes, giovane regista della commedia ungherese. La commedia racconta di una coppia di giovani innamorati (Andràs e Lila), che decidono di andare a vivere insieme. Lila desidera avere una famiglia, ma il suo compagno non si sente ancora pronto ad assumersi questa responsabilità. Quattro settimane dopo il trasloco, Andràs riceve la grande notizia: sta per diventare padre. L’avvenimento lo sconvolge e, a partire dalla mattina seguente, inizierà a vedere Lila come una donna diversa, che ogni giorno cambia volto e personalità.
Se nel corso dei nove mesi di gravidanza Andràs accetta questa situazione come un divertimento piuttosto che come un problema, il giorno del parto capirà finalmente di essere pronto ad avere una famiglia con Lila, la donna della sua vita. Poligamia ha lo scopo di far capire a tutti i futuri papà che, nonostante crescere un figlio sia molto impegnativo, è una sfida che vale la pena affrontare, in quanto le soddisfazioni nel veder crescere il proprio figlio ripagano qualsiasi sacrificio.

Immagine

Andrea Lazzari
Istituto d’Istruzione Superiore L. B. Alberti

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